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Mps, l'appello ribalta il primo grado: assolti Mussari e Vigni - Mantova Futura

Mps, l’appello ribalta il primo grado: assolti Mussari e Vigni



MILANO – Sono stati assolti dalla Corte di Appello di Milano l’allora presidente di Mps Giuseppe Mussari e l’allora direttore generale Antonio Vigni condannati in primo grado per le presunte irregolarità nelle operazioni Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh, effettuate, secondo l’accusa, per coprire le perdite provocate dall’acquisto di Antonveneta.

Mussari era stato condanno a 7 anni e mezzo mentre Vigni a 7 anni e 3 mesi.

Il processo arrivato oggi alla sentenza di secondo grado – di assoluzione per tutti gli imputati – è relativo a una serie di operazioni finanziarie realizzate dalla banca senese per coprire, secondo l’accusa, le perdite provocate dall’acquisto di Antonveneta. I reati ipotizzati nei confronti di tutti gli imputati nel processo sono, a vario titolo, manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all’autorità di vigilanza. In particolare, al centro del procedimento ci sono i derivati Santorini e Alexandria, sottoscritti dalla banca senese con Deutsche Bank e Nomura e che, secondo l’ipotesi accusatoria, sono serviti a nascondere la reale situazione finanziaria del Monte dei Paschi e in particolare le perdite causate dall’operazione di acquisto di Antonveneta.

La corte d’appello di Milano ha dunque assolto anche due società del gruppo Deutsche Bank e Nomura, nel quale gli istituti erano imputati per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. La corte ha assolto tutti gli allora dipendenti delle due banche imputati nel processo e ha quindi assolto le banche per l’insussistenza dei reati presupposti. Sono state inoltre revocate le confische di 64 milioni di euro a Deutsche Bank ag e Deutsche Bank London branch e quella di 88 milioni di euro a Nomura.

“Questo è il disvelamento di come si esercita il terribile potere di accusa in italia, dove, per fortuna, esiste ancora un giudice, rintanato a Berlino”. Così il professor Tullio Padovani e gli avvocati Francesco Marenghi e Fabio Pisillo, difensori di Mussari, hanno accolto l’assoluzione in secondo grado del loro assistito. Il riferimento a “esiste ancora un giudice a berlino” è un’espressione mutuata da un’opera di bertold brecht nella quale si narra la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. “L’avvocato Mussari non è più quel che era quando questa vicenda è iniziata, e nessuno gli restituirà nulla. Su questo, forse, dovremmo tutti riflettere” hanno concluso i legali.

“Sono sempre stato convinto dell’innocenza dei mei Assistiti e ho sempre avuto fiducia nel lavoro e nell’equilibrio della magistratura – ha dichiarato Giuseppe Iannaccone, founder dello studio legale Iannaccone e Associati, che con il team formato dagli avvocati Riccardo Lugaro e AnnaGiulia Zambelli ha difeso gli ex dirigenti di Deutsche Bank – Questa sentenza conferma che nel nostro Paese c’è giustizia e il caso di specie ne è la piena prova”.

I conti della Mps di oggi

Mentre si aggiorna un capitolo della storia recente di Mps, i conti di oggi dicono che la banca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 9,7 milioni di euro, in calo del 91,9%…



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