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Neofascismo, a Dongo il raduno autorizzato per commemorare Mussolini: protesta - Mantova Futura

Neofascismo, a Dongo il raduno autorizzato per commemorare Mussolini: protesta


Come ogni anno i nostalgici del fascismo hanno chiesto alla questura locale di organizzare un raduno a Dongo, sul lago di Como, dove vennero fucilati Benito Mussolini, Claretta Petacci e i gerarchi che erano con loro nelle ore della fuga. E come ogni anno, l’autorizzazione per l’8 maggio è stata concessa. Protesta l’Anpi nazionale, con le sezioni di Milano, di Como e del lago, appoggiati da diversi parlamentari. Anche l’anno scorso, l’iniziativa sul luogo della fucilazione divenne occasione per vedere i saluti fascisti e le camice nere, come in un macabro revival che periodicamente deve andare in scena.

“Da anni, a Dongo in prossimità dell’anniversario della Liberazione e del giorno in cui fu eseguita la condanna a morte di Mussolini e dei gerarchi su sentenza del Comitato di liberazione (Clnai), in località Giulino di Mezzegra a Dongo, si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce – si legge nel comunicato -. I fascisti si radunano a Dongo e a Giulino di Mezzegra perché sono i luoghi simbolo della fine del fascismo, luoghi di culto e di memoria dei loro morti. I comportamenti dei partecipanti esprimono senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo. Le riprese dei citati raduni e delle manifestazioni lo documentano”.

Contro il presidio di camerati a Dongo gli antifascisti intonano “Bella Ciao”


Come nel caso della commemorazione dell’agguato a Sergio Ramelli, a Milano, anche a Dongo i neofascisti colgono l’occasione dell’anniversario per esibirsi in saluti romani,  portando insegne e simboli del Ventennio. “L’intervento dell’Anpi provinciale di Como, dell’Anpi di Dongo e dell’Anpi Lario occidentale presso le Istituzioni pubbliche (Questura e Prefettura di Como) e presso le Amministrazioni locali di Dongo e Tremezzina, per chiedere che tali raduni non fossero autorizzati, continuano a rimanere inascoltate – aggiunge la nota Anpi -.Questi raduni, con i loro riti e i loro simboli, sono celebrazioni del fascismo. Chiediamo scelte politiche coraggiose e coerenti che mettano al centro i valori che la nostra Costituzione dichiara e difende sciogliendo le organizzazioni neofasciste. Vogliamo essere una memoria attiva, che ricorda e onora il passato della guerra di Liberazione per costruire il futuro”. All’appello sono arrivate anche le adesioni dei deputati Andrea De Maria e Nicola Fratoianni e del senatore Sandro Ruotolo.

Anche l’anno scorso si verificò la stessa situazione e Dongo venne blindata dalle forze dell’ordine per impedire ai neofascisti di compiere provocazioni. In piazza era presente anche una folta delegazione di iscritti all’Anpi e militanti delle formazioni di sinistra, come forza di presidio democratico in risposta alla mobilitazione dei nostalgici. Anche per domenica le associazioni dei partigiani hanno promosso un presidio in piazza Paracchini, dalle 9.30 alle 11. Per il Comitato nazionale Anpi parlerà Mauro Magistrati.




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