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Festa della Mamma: Giulia, assunta dopo aver detto di essere incinta. Katia, - Mantova Futura

Festa della Mamma: Giulia, assunta dopo aver detto di essere incinta. Katia,


Giulia, che diventerà mamma tra qualche mese, domani potrà già festeggiare perché la sua datrice di lavoro l’ha assunta a tempo indeterminato dopo aver saputo che era incinta. Katia vive da 17 anni in funzione di sua figlia Virginia, affetta da una malattia sconosciuta, e sa che per loro il cordone ombelicale non si reciderà mai; E poi c’è Alessia, madre di due bambini e ucraina d’origine, ha scelto di accogliere nella propria famiglia quattro connazionali in fuga dalla guerra con i loro bambini.

Le storie di queste tre donne lombarde – di nascita o d’adozione poco importa – sono il nostro modo per celebrare la Festa della Mamma, che quest’anno ricorre l’8 maggio: arrivano due mesi esatti dopo la Festa della Donna e sono racconti di coraggio, generosità e determinazione tutti al femminile.

 

Giulia Pagnoni, architetta, assunta dopo aver detto di essere incinta

Giulia Pagnoni è un’architetta e ha una storia “normale”. Si è laureata con ottimi voti al Politecnico di Milano, ha avuto varie esperienze lavorative durante e dopo gli studi, ha cambiato città per arricchire il curriculum, ha anche provato a trasferirsi negli Stati Uniti per fare un salto di carriera. E oggi che ha 33 anni, dopo avere incontrato il suo attuale compagno, ha fatto una scelta comune a tanti: avere un figlio. La particolarità della sua storia – e il purtroppo è d’obbligo – è che a differenza di tante altre persone, nella stragrande maggioranza donne, non ha dovuto rinunciare al lavoro per cui si è tanto impegnata, ma anzi è stata assunta solo dopo avere detto di aspettare un bambino. “Mi ero appena dimessa da un altro posto perché il carico di lavoro era troppo pesante, quando ho scoperto di essere incinta. Ci avrei pensato due volte prima di lasciare una scrivania grazie alla quale avevo delle tutele, ma le cose sono andate nel modo migliore”.

Nella sua storia un ruolo lo ha avuto anche la pandemia. “Nel settore dell’arredamento la mole di lavoro è aumentata moltissimo, ma ho tanti amici che hanno fatto scelte simili andando prima di tutto alla ricerca della serenità lavorativa”. Circa un mese fa Giulia, che vive a Lissone, uno dei paesi del mobile della Brianza, ha ricevuto una proposta da uno studio dove aveva iniziato 12 anni prima, all’epoca in cui era una studentessa e lavorava part-time nei week end. “Un contatto con la proprietaria dello show-room Domus Arredi, Paola, l’ho sempre mantenuto, essendo un rapporto di amicizia e stima reciproca – racconta – e quando è girata la voce che ero nuovamente libera mi ha contattata. Si era aperta una possibilità e mi ha proposto un incontro per farmi un’offerta”.

Ovvero un contratto a tempo indeterminato, full-time, con tutte le garanzie. “E’ stato a quel punto che ho comunicato di essere incinta. E lei su due piedi mi ha detto: non c’è problema. Mi ha proposto di fare un part-time in modo che potessi comunque avere dei clienti miei, ma senza stancarmi troppo”. E’ per questo che Giulia ha accettato e deciso di raccontare la sua storia. “Sto per entrare nel quinto mese di gravidanza e ho appena iniziato un nuovo lavoro, sapendo che a partire da ottobre sarò in maternità e avrò tutte…



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