Come si spiega l’andamento del rublo (che sembra dare ragione a Putin sulle


Contano due fattori: il rialzo dei prezzi di gas e petrolio arricchisce la Russia e rimpingua la sua bilancia valutaria e un maggior controllo sui movimenti dei capitali

C’ una moneta che sembra scoppiare di salute: il rublo.

L’11 marzo ci volevano 120 rubli per comprare un dollaro.
Cinque ondate di sanzioni dopo
, oggi la moneta russa si talmente rafforzata che alla quotazione ufficiale ne bastano meno della met, circa 55, per comprare un biglietto verde dello Zio Sam. Esiste perfino un mercato parallelo dove le banche russe si accontentano di 44 dollari per un rublo. Come si spiega?

Con due fattori essenzialmente: il rialzo dei prezzi di gas e petrolio che arricchisce la Russia e rimpingua la sua bilancia valutaria; pi i controlli sui movimenti dei capitali. Questi ultimi fanno s che il valore della moneta russa non sia del tutto trasparente e determinato solo dalle forze di mercato. Tuttavia sintomatico che la banca centrale di Mosca si sia potuta permettere di abbassare i tassi d’interesse, proprio mentre in tutto l’Occidente le banche centrali – guidate dalla Federal Reserve americana – sono costrette ad alzare il costo del denaro per combattere l’inflazione.

L’andamento del rublo sembra dare ragione a Vladimir Putin. Il presidente russo non si stanca di dirci che le nostre sanzioni fanno male all’Occidente, non alla Russia. Abbiamo creato – o per meglio dire, aggravato – una penuria energetica da cui la Russia trae vantaggio perch ogni suo barile di greggio e ogni sua tonnellata di gas li sta vendendo pi cari al resto del mondo.

Mosca riesce a esportare comunque le sue energie fossili a una lunga lista di paesi tra cui India, Cina, Turchia e altri che non applicano le sanzioni occidentali. Tant’ che il rublo ha recuperato una forza rispetto al dollaro che non aveva dal 2015. In barba alle sanzioni, tornato ai livelli di sette anni fa (quando la Russia era reduce dall’annessione della Crimea, e si era vista applicare delle micro-sanzioni davvero ridicole, con il senno di poi).

Non tutto luccica nell’economia russa come vorrebbe farcelo credere Putin. Il rublo forte ma riesce a comprare meno cose di prima, perch molti prodotti occidentali scarseggiano o si possono trovare solo al mercato nero. Pesa tra l’altro l’esclusione dal sistema Swift per i bonifici e versamenti internazionali, che isola la Russia anche dai circuiti delle carte di credito. Il costo di un tablet iPad, per esempio, raddoppiato. Un normale cittadino russo non riesce pi ad accedere all’abbonamento Netflix o Amazon per l’embargo sui sistemi di pagamento. I disagi ci sono e prevedibilmente cresceranno. Per sbaglieremmo a liquidare come pura propaganda le parole di Putin quando schernisce le nostre sanzioni.

In un articolo per La Lettura del 29 maggio, citando un saggio dello storico olandese Nicholas Mulder (The Economic Weapon. The Rise of Sanctions as a Tool of Modern War, Yale University Press), ricordavo che dalla loro invenzione da parte della Societ delle Nazioni cent’anni fa, le sanzioni economiche multilaterali non hanno quasi mai funzionato. Il loro primo fiasco, memorabile, fu contro Mussolini dopo l’invasione…



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